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Capri: una favoletta il Ven Mag 09, 2008 3:01 pm
-francis-
MODERATORE

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Se Capri la consideriamo una favoletta, allora passi, ma se invece dovrebbe rispecchiare la realtà, Dio ce ne scampi.
Primo: donna Camilla è la reincarnazione di Isabella. Non bastava il quadro, adesso la vediamo anche in carne ed ossa. Non solo, ma questa scrittrice (il cui romanzo che sta scrivendo non è altro che la storia della soap) è anche chiaroveggente. Ha voluto acquistare il pesce che aveva inghiottito l'anello di Falco. No comment.
Secondo: Vittoria crede a Cosimo e, oltre a rimandare il matrimonio, non vuole nemmeno che Massimo la tocchi. Poi si chiede perchè Massimo se ne è andato dalla villa, e fa la vittima. Però non confessa le sue paure nè a Massimo stesso nè tanto meno a Umberto. Assurda.
Terzo: Cosimo cerca una chiave dentro le anfore. Come sa Cosimo che le anfore potrebbero custodirla? Come fa una chiave vecchia di 25/30 anni essere dentro ad un'anfora che ne ha più di mille? Come fa la nave affondata essere di mille anni fa quando la storia egizia si è conclusa con Cleopatra più di 2000 anni fa?
Quarto: ma vogliamo anche parlare delka figlia di Umberto che, da un giorno all'altro, trasforma una vecchia cantina in un ritrovo notturno senza permessi e senza soldi?
E la pancia della moglie di Said che, da un giorno all'altro, è lievitata più di quella di Totonno?
Totonno vuole il divorzio: ma lo sa che devono passare minimo due anni per averlo? E poi, perchè? Per risposarsi con Rosa? Non basta vivere insieme?
Ah, dimenticavo Lucia. Quando impara che Falco è vice-presidente della azienda di suo padre, senza nemmeno chiedere spiegazioni (cosa che detesto) scappa come se fosse appestata. E poi, quando Falco la ritrova, lo guarda e lo abbraccia come fosse stato lui a sparire.
La logica non è certo il pezzo forte della soap.
Salvo solo la scenetta di Totonno vestito da gay...

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